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Perché in Italia il crisantemo è associato al fiore dei morti e nel resto del mondo indica gioia e convivialità?  

I crisantemi sono fiori bistrattati perché vengono associati al lutto, ai morti e in generale, a contesti tristi. In realtà, ciò succede sono in Italia, nel resto del mondo, questi fiori coloratissimi hanno un significato gioioso, vediamo quale e la leggenda che ruota attorno alla loro nascita.

Il crisantemo è una pianta che appartiene alla famiglia delle Asteraceae o Compositae, originaria dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa. Ne esistono almeno 200 specie che si differenziano tra loro per il momento e il tipo di fioritura, per il portamento e per il ciclo vitale. Molte varietà di crisantemo sono adatte alla coltivazione in vaso, in giardino o in appartamento e possono regalare splendide fioriture anche nei mesi freddi.

I crisantemi sono i fiori tipici dei morti e quelli che portiamo ai nostri cari defunti durante la ricorrenza del 2 novembre. In realtà, il significato dei crisantemi esula dalla morte e da argomenti tristi e ha altre tipologie di sensi molto più positivi.

Il crisantemo

Da noi è il ‘fiore dei morti, per tutti gli altri è la ‘margherita dai 16 petali’ e viene regalato in occasioni di gioia e convivialità.

Perché in Italia è il fiore dei morti?

Non ci sono grandi paradigmi dietro, si dice semplicemente che sia diventato il fiore dei morti per colpa della sua stagionalità, il crisantemo fiorisce a novembre, proprio in concomitanza con le celebrazioni della festa del Giorno dei Morti. Questa correlazione non esiste nelle altre culture dove il crisantemo acquista un significato completamente diverso e opposto a quello cattolico.